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mercoledì 28 ottobre 2009

r-umori

Silenzio.
Ma se non esiste il silenzio.
Non c'è un attimo per te di pace.
Anche tu bruto che hai solo
un neurone che rutta
non hai pace.
Tutto solletica i tuoi pensieri.
Che fanno rumore.

sabato 1 agosto 2009

estate radio-attiva

COLLASSO DALLE FORTI EMOZIONI.ILLUSIONI.COGLIONI.PASSIONI.AQUILONI.PERONI.

domenica 26 luglio 2009

Giorni strani. Belli ma strani. Sempre ubriaca e felice. Con Matthew. Con Gabriele. Il pensiero fisso della nuova casa. Il peso di telefonate pesanti e noiose con mia madre. Poche ore di sonno, poco cibo. Troppo alcool. Troppo. Tanti Rolling Stones.

E' da ormai tre settimane che ho deciso che devo vivere cosi'. Non voglio domande. Perche' non mi va di pensare alle risposte. Non voglio innamorarmi di Gabriele. E allora stringo i denti. E la mattina quando lo guardo dormire me lo ripeto.

Ho paura di farmi del male.

Non voglio scendere a casa. Sindrome pre-partenza. Vorrei rimanere qui. Tutta l'estate. A sciogliermi dal caldo. A grondare di sudore acido. A stare in silenzio. Sto su un binario tutto mio. E corro veloce. Ci ho messo un sacco di mesi per poter ristare cosi' bene. A fottermene di tutto. Ho ripreso in mano la mia vita. Corro corro corro. Dove voglio. Giancarlo e' totalmente fuori. I mostri nell'armadio sono cenere. Ho bruciato l'armadio. Voglio continuare a svegliarmi con l'alito pesante, con vestiti sparsi a terra. Con qualcuno vicino.

Mi sono presa un'altra mezza settimana sabbatica a lavoro a causa delle placche. Cazzate. Non stavo poi cosi' male ma...

Domani e' lunedi'. Cazzo.

domenica 12 luglio 2009

postumi di postumi di postumi di postumi di postumi di postumi

spaccare le lancette.
e disporle come piu' mi piace.

mi piace svegliarmi con gente a casa che fa casino.
fare sogni senza alcun senso.
svegliarmi con un alito killer.

La mia settimana sabbatica e' terminata. Ufficialmente.

venerdì 10 luglio 2009

FRIDAY I'M IN LOVE

Una settimana strana. Lunga. Come una parentesi. Di cui avevo bisogno. E' iniziata sabato. Irene, i dracula zorn, la piazzetta. Neuroni sparsi di gente sparsa che incontra altri neuroni piu' o meno sparsi di gente altrettanto sparsa. Il risentirmi parte del mondo di cui essenzialmente dovrei far parte. Non dover far caso alle scarpe che ho messo. Poter uscire spettinata e stravaccarmi su strade fradice di urina e alcool.
Gabriele.
Una domenica spiegazzata. Nel tentativo di riassorbire il tutto. Lunedi nel tentativo di studiare. Studiare. Studiare. Per poi addormentarmi esausta. Martedi l'esame non l'ho dato. E ci bevo su.
Mercoledi' ruttavo ancora dracula zorn e gin lemon per poter andare a discutere di Edizioni Diplomatiche e Metodo Di Lachmann. Un altro esame saltato. Un giorno stonato. Nel mio angolino. A metabolizzare. A pensare. Per poi scegliere di non pensarci piu'. Giovedi riproduzione fedele del giorno precedente. E anche oggi non sono andata a fare l'esame. E stasera penso di berci su. Perche'? E' davvero tutta colpa del lavoro? No. E io lo so. Ma. Non posso farci nulla. Antonella bambina cattiva. Questa settimana ho deciso che dovevo prendermela per me. E basta. Infatti credevo mi sarei sentita peggio. Sto molto piu' male al pensiero che lunedi' ricominci tutto. Agli esami c'e' rimedio.



mercoledì 8 luglio 2009

Cornetti alla nutella alle cinque del mattino.
Divorati da quell' apparente candida bocca.

Un signore che ci parla della sua fame.

Un ragazzo, dalle vene che sputano, che sbatte la testa per terra.
Davanti i nostri occhi.

Il mio vomito.
La strada di casa deserta.
Mangiando un cornetto.

Tutto va precipitando.
E insieme rinascendo.

sento qualcosa scaldarsi.


Nel frattempo e' diventato giorno.
ed io me ne sto cosi'.
Con il mio alito superalcoolico.
E la mia testa, pesante, fradicia di pensieri.
Anche belli.

sabato 4 luglio 2009

Una panchina verde.
Silenzio.
Finalmente.
L'unica cicala che strideva, ora ha smesso.
Un bambino rincorre un pallone.
Il sole batte forte.
Ma una grande quercia tra i suoi rami mi protegge.
Formiche si insinuano tra le dita dei miei piedi.
Eco di uccelli mi raggiunge.
Sento l'aria.
Finalmente.
Spazi vuoti.
Fracasso lontano.
Scorgo un lento, innocuo e a tratti via vai di gente.
Vorrei restare qui. Per sempre.
Il silenzio placa il mio caos interiore.
Lo anestetizza. E provo meno dolore.
Oggi tutto mi sembra lontano.
Ed e' bello.

sabato 27 giugno 2009

Antonella si e' ufficilamente rotta il cazzo.

stop.

Mangio GranCereali tarocchi.
C'e' puzza di geranio di spirali ammazza zanzare.
Un bla bla bla in lontananza mi fa sentire meno sola.
Avrei voglia di una cazzo di bomba.
Di una bottiglia di Gin.
Di buona musica.

Di buona compagnia.
Di compagnia.

Antonella si e' ufficialmente rotta il cazzo.

Mandare a fanculo tutto e partire.
Ma mi sono rotta anche le palle.

E non ho quindi le palle di farlo.

Produzioni Seriali.

giovedì 23 aprile 2009

vuoto a rendere

Un pò di giorni fa chiacchieravo con Giovanni. Alla fine della conversazione se n è uscito con un' esclamazione: "TIENITI OCCUPATA!". Ovvio che non l'ha sparata a cazzo di cane. Era la risposta più giusta che un amico potesse darmi in quel momento. In risposta alle mie continue banali affermazioni circa la vita. Frutto di stupide noie quotidiane. Di giornate stropicciate. Di tempo sprecato.

Negli ultimi 3 giorni mi sono svegliata presto. Le 7. Ed erano anni forse che non lo facevo.
Cristiano mi ripete sempre "svegliarsi presto da un senso alla giornata". Ho capito che ha ragione. Fatto sta che, sono andata all'università. Ho ripreso a leggere. Ho studiato. Ho anche fatto un colloquio di lavoro. Ma questa è un'altra storia.

Oggi è il compleaano di Matthew. Stamattina gli ho lasciato davanti la porta della sua camera una canna dolcemente rullata e con tanto di fiocchetto. Ha apprezzato molto.

Tempo instabile.

domenica 5 aprile 2009

Corsi & RIcorsi

Non scrivo più. Giro attorno alle cose. Leggo in maniera distratta. Mangio male. Vado a dormire tardi. Fumo come non mai. Bevo Tennent's come non mai. Frequento locali. Vedo più gente del solito. Ogni tanto vado all università. -ma tutto questo non basta-. Mi guardo intorno. Mi spaventa la mia ignoranza. Sto mettendo in discussione ogni brandello di mondo. Ho la consapevolezza della mia mediocrità. E ciò mi spaventa. Ci sono quadri che non vedrò mai. Strade che non percorrerò. Suoni che non udirò. Tante parole che non scriverò. E tutto ciò mi inquieta. Eppure me ne resto qua. Con le luci basse. Con un'affumicata e sporca scatola cranica tra le mani. Mi sembra di non prendere parte ai giochi. Alla vita. Potrei fare qualcosa per gli altri. Per il mio futuro. Potrei guardarmi attorno. Prendere parte a questo show. Dire qualcosa. E invece no. Vecchi difetti. Il non aver mai alzato nella propria vita la mano. L'essere rimasti sempre là, a guardare gli altri. Voler fottere il mondo osservandolo dall alto e credere di poter fregarlo all'ultima curva. Ma non va così. Ti fotti da solo. Ci vuole troppo tempo a capire le regole del gioco. E potresti anche non arrivare mai a una conclusione. Insomma, sto scendendo dalle nuvole. E incontro non pochi problemi tecnici. Atmosfere varie. Mi viene in mente Cosimo Piovasco di Rondò. Proprio come lui me ne sono andata a vivere in disparte per dispetto. Ma non è così che funziona il mondo.